IL PAESE TRA STORIA E ARCHITETTURA

Il nostro viaggio virtuale all’interno dell’antico borgo di Masullas comincia con il centro storico ancora fortemente legato alle sue origini: viottoli lastricati, case in pietra arenaria e suggestivi edifici religiosi ci portano indietro nel tempo.

Le chiese più antiche sono sicuramente quelle si San Leonardo e Santa Lucia, entrambe di periodo medievale. Gli appassionati non possono mancare di visitarle per la curiosità delle loro origini, la loro composizione e alcuni curiosi dettagli storici.

A queste due chiese sono collegati i primi nuclei storici della cittadina. La Chiesa di San Leonardo, fatta interamente in blocchi di arenaria, risale al 1200, anche se recenti studi hanno evidenziato e più antico impianto del periodo tardo romano/gotico. Quella di Santa Lucia, costruita lungo un pendio, tra le sue caratteristiche ha quella di conservare la statua settecentesca della Santa a cui è intitolata.

Passeggiando per il Masullas è impossibile non scorgere un’importante presenza che si staglia imponente, quasi a proteggere il paese. È il campanile della chiesa principale dedicata alla Madonna delle Grazie e meglio conosciuta come “Sa Gloriosa”. Difficile stimare con certezza la data della sua origine, ogni elemento di questa chiesa racchiude un importante pezzo di storia. Come la bellezza degli interessanti motivi decorativi gotico-spagnoli che si possono ammirare, il Retablo ligneo della Gloriosa realizzato dai fratelli pittori Francesco e Matteo Canopia e il quadro di Giovanni Battista Sitzia (“Marracciu”).

 

Religione e archeologia come radici che si intrecciano nella storia di Masullas. Proprio alla chiesa della Beata Vergine delle Grazie si lega un altro importante tassello di questo viaggio. Durante i lavori di restauro e sistemazione del sagrato della chiesa, infatti, lo scavo stratigrafico ha restituito alla conoscenza collettiva due rinvenimenti di grandissimo valore storico.

Una tomba a camera al cui interno sono stati rinvenuti i resti ossei di un individuo di sesso maschile di età compresa tra i 30 e i 40 anni, deposti sopra un bancone litico e accompagnati da una croce ancorata in ferro. Reperti che risalirebbero all’anno 1089, secondo la datazione effettuata col metodo del radiocarbonio (C14)

Il secondo eccezionale ritrovamento riguarda, secondo il prof. Pier Giorgio Spanu dell’Università di Sassari, è una fonte battesimale risalente al periodo paleocristiano (VI/VII secolo d.C.). Una scoperta archeologica archeologico il cui valore supera i confini regionali.

Attraversiamo qualche secolo e facciamo un salto avanti nel tempo per proseguire il nostro giro tra passato e presente. Adesso siamo nel 1600 quando venne il Convento di San Francesco, destinato ai frati Cappuccini, che qui rimasero fino ai primi decenni del Novecento. 

 

Oggi l’ex Convento non ospita più i frati Cappuccini ma vive una nuova vita nel GeoMuseo Monte Arci.

Dalla devozione alla scienza il passo risulta molto breve. Chi ama conoscere la genealogia della nostra terra può visitare a Masullas un polo scientifico unico nel suo genere: qui è stata ricostruita, per la prima volta, la storia geologica della Sardegna, una storia raccontata nella collezione permamente di minerali e fossili del GeoMuseo intitolata a Stefano Incani.
Superata la soglia resteremo colpiti da una strana magia di questo luogo dove minerali e rocce parlano, raccontano una storia antica e complessa. Reperti di rara bellezza, tra cui minerali fluorescenti e diorami che riproducono con rigore scientifico l’attività del vulcano Arci. E ancora, circa 1800 campioni di fossili animali e alcune varietà di fossili vegetali che racchiudono silenziosi la cronaca di un passato che tiene in grembo la cronaca della nostra esistenza.

 

Vecchi edifici che rinascono grazie alla cultura. Così il vecchio municipio è diventato il Museo “I Cavalieri delle Colline”. Prosegue tra le sue pareti il nostro viaggio alla scoperta di Masullas.

Come dice il nome stesso, nelle stanze del Museo si parla delle gesta dell’aristocrazia rurale che per cinque secoli ha caratterizzato la vita del Comune e del Parte Montis, ma anche della Sardegna intera nel divenire della sua socialità. È stato proprio in questo periodo storico, infatti, che abbiamo l’evoluzione di temi quali giustizia e legalità.

Dopo tanta cultura, non ci resta che ultimare la passeggiata a Masullas tra il verde del Giardino Botanico: il primo con al suo interno le specie botaniche tipiche del Monte Arci. Erbe officinali, macchia mediterranea e bosco oppure l’artenativa “golosa”, l’Orto del Melograno, area interamente dedicata alla coltivazione del frutto simbolo della località.

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